mercoledì 19 febbraio 2014

A due giorni dal convegno nazionale di Reggio Emilia

Tra due giorni inizierà la maratona del convegno nazionale del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia  a Reggio Emilia.Tre giorni  che si preannunciano importanti ; avrò la possibilità di rivedere tantissime persone e di conoscerne di nuove  con le quali condivido motivazioni, interessi, entusiasmo per la mia professione.Questo mi affascina, mi incuriosisce, mi fa sperare." Una boccata di ossigeno" si dice, per tutti noi. Saremo in tantissimi; le iscrizioni si sono chiuse ieri; ciò significa che per i bambini e le bambine, ma anche per noi stessi adulti  ci siamo e siamo in tante e tanti. Un popolo mobilitato per la qualità dei servizi educativi

domenica 2 febbraio 2014

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Ritorno sul concetto di cura riportando un brano tratto da un fascicolo  di Judit Falk: "nell'ambito dell'istituto (E.P.) l'aspetto di una relazione calorosa, affettuosa, ma ragionata tra il bambino e l'educatrice da una parte, e l'aspetto dell'attività autonoma del bambino nata dalla sua iniziativa dall'altra, sono del tutto inseparabili.
la sicurezza che procura una relazione intima e continuata con un numero ristretto di adulti  ben conosciuti, fonda la base del piacere di una attività libera e autonoma, fonte di gioia e di esperienze che favoriscono uno sviluppo armonioso.
La relazione educatrice bambino si instaura soprattutto durante i momenti del pasto, del bagno e delle altre cure corporee, momenti privilegiati del contatto individuale, durante i quali l'educatrice deve avere sempre il tempo sufficiente per  capire i bisogni, osservare e decodificare i messaggi individuale e rispondervi in modo adeguato".
E quando si occupa di uno dei bambini che le sono affidati, bisogna che sia intimamente convinta che gli altri possono giocare in modo autonomo senza essere pervasi da un senso di abbandono e di frustrazione, e per di più che essi approfittano della loro possibilità di attività libera, nello stesso tempo in cui il bambino di cui ella si occupa, sarà contento di ricevere la sua attenzione calorosa."...

domenica 19 gennaio 2014

mercoledì 6 novembre 2013

all'aperto...nei nidi e nelle scuole dell'infanzia

Riflessioni  brevi sullo stare all'aperto. Quali significati rintracciabili, quali abitudini nei nostri nidi, quali percezioni ... quali immaginari?
Spesso i giardini dei servizi educativi sono poco frequentati in particolare nella stagione invernale e una delle conseguenze  è l'alimentare  del degrado stesso dello spazio esterno. Non si esce perché è freddo, piove e ci si può ammalare. Dunque  ci si ripara al chiuso e lo stare all'aperto diventa un problema, qualcosa da cui difendersi.
Ricordo molto piacevolmente quando nel nido in cui lavoravo tantissimi anni fa (77/78) , nido nuovissimo con uno spazio verde molto ampio nel quale erano state piantumati alberi, siepi prato verde...settimanalmente arrivava il giardiniere che aveva in cura tutte quelle piante; il suo lavoro era osservato dalle finestre del nido e i bambini lo conoscevano bene. Un esempio e una implicita educazione alla cura anch'essa molto importante Una presenza che con il tempo si è affievolita fino a scomparire del tutto.
Oggi i giardinieri  nei servizi sono  rari;, mancano risorse ma ciò che rattrista è la sensazione che  non ci sia un  pensiero progettuale dello spazio esterno e soprattutto  la consapevolezza della rinuncia che i bambini fanno ogni giorno.
La foto riprende una piccola parte del giardino di una scuola  dell'infanzia  di Budapest ;uno spazio ampio , differenziato sia  nelle  proposte  di gioco che nella parte cosiddetta "naturale" poichè offre svariate possibilità di scoperta. Vi sono alberi ad alto fusto di vario tipo e tutto si presenta curato e interessante. Molto probabilmente non tutte le scuole avranno un paradiso simile ma visitando i servizi ungheresi emerge visibilmente che "lo stare all'aperto" è uno degli aspetti non trascurabili del progetto pedagogico dei servizi educativi.

sabato 2 novembre 2013

Viaggio studio a Budapest-

E' stato davvero stimolante! Ci vorrà un po' di tempo per sedimentare tutto ciò che ho guardato, visto, ascoltato...Tante conferme, nuove sollecitazioni, scoperte e curiosità.
Il bellissimo gruppo di persone con le quali ho condiiviso questa esperienza mi ha fatto vivere momenti indimenticabili; sono riuscita ad entrare in una immersione totale e piena dove ho assaporato una piccola parte  di cultura ungherese. Impossibile forse raccontare ogni piccolo scorcio, ci si può limitare ad osservare per ora, come peraltro chiede la professione educativa  e organizzare le informazioni.. . Ci sarà il tempo per riflettere, scambiare idee e osservazioni e poi analizzare insieme il tutto.











Materiali naturali in un servizio educativo ungherese

martedì 29 ottobre 2013

Alda Bonetti: Viaggio studio a Budapest --appunti di viaggio

Alda Bonetti: Viaggio studio a Budapest --appunti di viaggio:  Un viaggio studio, ancora in corso,  per visitare i servizi educativi di Budapest tra cui  quello di via Loczy dove è possibile entare in...